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13 Dicembre 2021La salute, in particolare quella dei più anziani e dei più fragili, è uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi tempi. La pandemia di Covid ha riportato l’attenzione sulle difficoltà delle famiglie, chiamate a gestire figli, genitori, fratelli o sorelle con problematiche fisiche, disabilità e altre patologie più o meno invalidanti che rendono complessa la quotidianità anche di chi sta loro accanto.
Da qualche mese fa discutere la figura del caregiver (letteralmente “colui che si prende cura”), un termine anglosassone che indica la persona che – in un nucleo familiare – ha la responsabilità dell’assistenza di un altro membro della famiglia che necessita di supporto. Non necessariamente convivente del malato, o della persona che ne ha bisogno, il caregiver svolge funzioni di assistenza non retribuita mettendo il proprio tempo, le proprie risorse e le proprie energie a disposizione delle esigenze del familiare svantaggiato.
L’assistente familiare in Italia
L’aspetto più importante da sottolineare, quando si discute dei caregiver, è sostanzialmente uno: queste figure agiscono colmando un vuoto del settore pubblico sotto il profilo dell’assistenza. Nonostante la loro funzione sia fondamentale per i malati ed il loro numero sia molto alto (in Italia si stima che ne esistano più di 8 milioni, in prevalenza donne), i caregiver non sono soggetti a tutele da parte della legge né sotto il profilo previdenziale.
Alcune regioni hanno riconosciuto la figura dell’assistente familiare ma, in assenza di un quadro normativo generale che valga su tutto il territorio, l’unico riferimento saldo resta il contenuto della legge 104 che riconosce alla figura che assiste un familiare non autosufficiente (di cui l’INPS abbia accertato la grave disabilità) la possibilità di usufruire di permessi di lavoro. Requisiti per ottenere questo status sono: l’essere convivente o familiare convivente di una persona cui si presta assistenza in maniera continuativa, gratuita o a contratto. Il caregiver di un familiare anziano ha a disposizione 3 giorni al mese di permesso, suddivisibili anche in ore.
Bonus Legge 104
I caregivers che prestano assistenza ai familiari disabili, riconosciuti ai sensi della legge 104, possono ottenere dall’INPS un bonus mensile in funzione del valore dell’ISEE. Tuttavia, le domande devono essere avanzate entro il 31 gennaio 2022 (sono solo 30.000 quelle che potranno essere soddisfatte). L’importo dipende dal proprio ISEE: il massimo è di 1.050 euro (a cui va sottratto però l’importo dell’assegno di accompagnamento).




