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30 Agosto 2021
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28 Ottobre 2021Una nuova ricerca suggerisce che le persone con lavori mentalmente stimolanti potrebbero avere meno probabilità di sviluppare demenza. Lo studio, condotto da un team di ricercatori internazionali e guidato da scienziati dell’University College London, è stato pubblicato sul British Medical Journal.
Qual è la relazione tra lavoro e demenza
Gli esperti ritengono che mantenere attivo il cervello possa aiutare a costruire un tipo di resilienza chiamato “riserva cognitiva“. Quando una persona ha un alto livello di riserva cognitiva, il suo cervello ha maggiore possibilità di “ri-cablare” se stesso, formando più facilmente nuove connessioni tra le cellule quando quelle vecchie sono purtroppo danneggiate dalla malattia. Lo studio ha esplorato la relazione tra la stimolazione mentale sul lavoro, il rischio di demenza e alcune proteine che si pensa impediscano alle cellule cerebrali di formare nuove connessioni.
Incrociando i dati di sette studi, parte del più più ampio progetto denominato IPD-Work consortium, i ricercatori hanno utilizzato le informazioni di 107.896 partecipanti tra Regno Unito, Europa e negli Stati Uniti per esaminare i collegamenti tra stimolazione mentale e rischio di demenza. La ricerca ha incluso alcuni studi iniziati tra il 1986 e il 2002, i cui partecipanti sono stati esaminati nel 2017 per determinare se avessero sviluppato la demenza.
I risultati hanno mostrato che le persone il cui lavoro ha un alto grado di stimolazione mentale, hanno meno probabilità di sviluppare la demenza rispetto a quelle il cui lavoro comporta una stimolazione inferiore. Non solo: hanno scoperto che i livelli di tre proteine (SLIT2, AMD e CHSTC) tendono ad essere più bassi in coloro che non sviluppano demenza e nei lavoratori con una maggiore stimolazione mentale. Poiché studi precedenti hanno suggerito che ciascuna di queste proteine può svolgere un ruolo nell’impedire alle cellule cerebrali di formare connessioni tra loro, il team lo evidenzia come una strada per ulteriori ricerche.
La dottoressa Sara Imarisio, responsabile della ricerca presso Alzheimer’s Research UK, ha dichiarato come tali risultati siano l’ennesima prova di quanto è importante rimanere mentalmente attivi per ridurre il rischio di demenza. Non tutti sono in grado di scegliere il tipo di lavoro che svolgono, certo, ma fondamentale è trovare attività che aiutino a mantenere attivo il cervello, sia attraverso il lavoro che per hobby.




