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5 Maggio 2017Le giornate sono sempre più lunghe e calde, i campi sono in fiore, la Quaresima si è appena conclusa: è Pasqua! A partire da questa giornata, terminano anche le rinunce ed il digiuno legate al periodo appena concluso. Per questa ragione, ma anche per rimanere ligi alla tradizione gastronomica Italiana, la Pasqua è il momento in cui ci si può sbizzarrire con numerosi manicaretti deliziosi, fra i quali non possono mancare i dolci.
LA COLOMBA
Partiamo dalla regina dei dolci pasquali della tradizione Meneghina: la Colomba.
Più che un’invenzione, la Colomba rappresenta un’intuizione brillante di Dino Villani, direttore marketing della Motta degli anni ’30, nata per sfruttare al meglio i macchinari che già producevano il tradizionale panettone natalizio.
La base della ricetta è pressoché identica: farina, uova, burro, zucchero, frutta candita, una lenta ed accurata lievitazione ed una golosa copertura di glassa alle mandorle.
Non è una sorpresa la sua rapida diffusione in tutta Italia e la sperimentazione di innumerevoli varianti di gusto.
LA COLOMBA TRA STORIA E LEGGENDE
Diverse leggende narrano che la Colomba pasquale risalisse all’epoca longobarda. Una, narra che re Alboino avrebbe ricevuto un pan dolce a forma di colomba durante l’assedio di Pavia (metà VI secolo) in segno di pace. Successivamente, Pavia si arrese e lui ne fece la sua capitale.
Un’altra leggenda è legata alla regina Teodolinda e al Santo abate irlandese, San Colombano. Al suo arrivo a Bobbio (PC), attorno all’anno 614, fu ricevuto dai sovrani longobardi (Teodolinda e Agilulfo) e invitato con i suoi monaci ad un abbondante banchetto. Benché non fosse venerdì, egli rifiutò quelle pietanze troppo ricche servite in periodo di penitenza. La regina Teodolinda, non comprendendo il rifiuto di Colombano, si offese; ma ingegnosamente quest’ultimo riuscì a cavarsela affermando che avrebbero mangiato quelle pietanze solo dopo averle benedette. Detto, fatto: Colombano, con la mano destra, fece il segno della croce sopra l’appetitosa selvaggina che, d’un tratto, si trasformarono in delicate colombe di pane, dolci e bianche. La regina, sbalordita, comprese la santità dell’abate e gli donò il territorio di Bobbio, proprio dove nacque l’Abbazia di San Colombano. Da allora, la colomba bianca divenne anche il simbolo iconografico del Santo e viene sempre raffigurata sulla sua spalla.
Altre leggende fanno risalire la creazione della Colomba alla battaglia di Legnano del 1176, quando tre colombe si posarono sopra le insegne lombarde e portarono fortuna all’esercito del condottiero del Carroccio, il quale sconfisse le truppe di Federico Barbarossa.
Insomma, tra realtà, storie e leggende: Buona Pasqua dalla Fondazione Colleoni Onlus!




