
Vaccino antinfluenzale: perché è consigliato agli anziani
18 Settembre 2020Infermiere Castano Primo
26 Ottobre 2020La popolazione anziana è risultata la più colpita dal Covid-19, e non solo a livello di gravità dei sintomi e di potenziale letalità: gli over 65 si sono visti annullare da un giorno all’altro la loro vita sociale, con l’indicazione di stare il più possibile in casa anche a lockdown finito. Troppo rischioso contrarre il Coronavirus, per loro. Considerando che, dopo i 60-65 anni, soffrire di patologie quali l’ipertensione arteriosa o l’iperglicemia non è così infrequente.
Ora, un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 soggetti over 65 ha fotografato la realtà, focalizzandosi sulla paura che le persone anziane avvertono. Paure legate all’impossibilità di uscire, di vedere i propri cari, talvolta di sottoporsi a visite ed interventi già programmati. Uno spiraglio di positività c’è: secondo il sondaggio, la maggior parte di loro si fida delle istituzioni. E ha imparato ad utilizzare la tecnologia come mai prima aveva fatto. Ma, il dato più significativo, è l’80% dei soggetti che si sono definiti “terrorizzati” dal Covid-19. Il 19,8% ha paura di morire, il 38,6% di infettare o di essere infettato dai familiari, il 36,4% di venire intubato, il 34,7% di finire in ospedale, il 30,1% di morire senza nessuno accanto. Gli anziani provano incertezza verso il domani (21,9%), temono che le proprie abitudini vengano stravolte per sempre (21,4%), hanno più paura della solitudine che di tutto il resto (21,4%).
Come emerge dall’indagine, oltre la metà degli over 65 (il 57%) vive una sorta di lockdown permanente. Il 47,4% soffre per l’impossibilità di viaggiare, il 36,3% per la difficoltà di contattare il proprio medico curante. Ma non solo: lo studio ha dimostrato che gli anziani risentono molto della mancanza di attività fisica, della limitazione delle attività (anche all’interno dei centri per anziani), dell’impossibilità di vedere spesso i propri cari e i propri amici, delle difficoltà nel contattare gli uffici pubblici. Questo, sebbene abbiano trovato il modo per restare in contatto con i propri affetti: il 70,5% usa il telefono, il 63,4% scrive su WhatsApp, il 47,9% li vede di persona ma con l’uso di DPI e a distanza, il 44,3% effettua spesso videochiamate, l’11,2% usa i social network e il 10,4% la mail.
Del resto, gli anziani soffrono spesso di patologie croniche:
- cardiovascolari (43,7%)
- reumatologiche (19%)
- metaboliche (18,8%)
- respiratorie (15,7%)
- urologiche (15,4%)
- oculistiche (15,1%)
- oncologiche (9,2%)
- neurologiche (7%)
Una condizione, questa, che li rende ancor più vulnerabili. E dunque ancor più timorosi.




